Archivi

“Restiamo Umani”

L’attivista Vittorio Arrigoni racconta la sua terribile esperienza in Palestina

di Edoardo Prediletto

“ Se sono qui a raccontarvi questa storia è perche ho vinto una lotteria: la lotteria della morte”. Un’affermazione pesante, nella quale però risiede l’esperienza atroce che ha vissuto Vittorio Arrigoni, l’attivista italiano – testimone del massacro del popolo palestinese a Gaza – che mercoledì 25 novembre è stato ospite del comitato provinciale di solidarietà del Circolo Agorà per presentare la sua testimonianza, raccolta fra le pagine del libro “ Restiamo Umani”. Tra il dicembre 2008 e il gennaio 2009, infatti, Arrigoni si è trovato nel mezzo dell’operazione militare Israeliana “Piombo fuso”, durante la quale migliaia di palestinesi, compresi donne e bambini, hanno perso la vita e dove, secondo un documento internazionale dell’Onu, Israele avrebbe utilizzato armi vietate dalla convenzione di Ginevra sui diritti umani, quali ad esempio, il fosforo bianco o le bombe Cluster.

vittorio arrigoni«Prendete dei gattini – recita l’incipit di uno degli articoli letti in sala -metteteli in un sacchetto e saltateci sopra fino a che non vedete il sangue: questo è stato fatto con i civili di Gaza. Centinaia di migliaia di persone sono state chiuse in una striscia di terra – dove la densità di popolazione e fra le più alte al mondo – e lì massacrate ».

L’attivista ha alternato la presentazione del libro alla visione di filmati – alcuni dei quali di fortissimo impatto emotivo – dove lo si vede intento,  insieme ad altri compagni dell’ Ism ( l’International solidarity movement), in missioni di solidarietà : « il nostro lavoro – spiega Arrigoni – consiste nell’ accompagnare i contadini o i pescatori palestinesi nei campi, o in mare, e aiutarli a svolgere il loro lavoro sperando che la nostra presenza, in quanto “internazionali” , funga da deterrente ai soldati Israeliani». In un video agghiacciante, infatti, si può vede un motoscafo da guerra israeliano sventagliare di proiettili un peschereccio palestinese, colpevole solo di avere avuto una buona giornata di pesca. «Ci sono – spiega Arrigoni – migliaia di filmati come questo, per non parlare dei documenti scritti, che testimoniano come Israele non rispetti gli accordi internazionali sulle leggi di confine».

Un mondo a parte,  fatto di violenza quotidiana, così lontano dalle nostre coscienze eppure geograficamente così vicino. “La più grande prigione a cielo aperto” – come lo stesso Arrigoni la definisce – dove, dalla fine degli scontri in il 18  di gennaio, i palestinesi continuano a morire mentre cercano di ricostruire le loro vite con le poche cose che l’embargo israeliano lascia passare. Ma sbaglia chi pensa che non si possa fare niente.

« La migliore arma nell’arsenale della non violenza si chiama “boicottaggio” ». Lo sa bene Alfredo Tradardi, autore del libro “ Boicottare Israele: una pratica non violenta ”, anch’egli presente in sala e considerato fra i primi a importare la campagna Bds in Italia.

« E’ imperativo per noi Occidentali – spiega Tradardi – diffondere le informazioni riguardanti le aziende italiane che commerciano con quelle israeliane, così da permettere a tutti di operare una scelta . Tutto parte da qui, in Sudafrica ci sono voluti quasi vent’anni ma il boicottaggio dei prodotti fu fondamentale: ora tocca a Israele».

Per chi fosse interessato, i prodotti provenienti da Israele si riconoscono dalle prime 3 cifre del codice a barre, ovvero 729; queste, inoltre, sono alcune delle aziende più famose che commerciano con Israele ( di seguito postiamo il link del Forum Palestina, dove è possibile trovare la lista completa ):

- BARILLA

- PASTA ZARA

- ILLY

- FERRERO

- LOACKER

- BAULI

- LAVAZZA

- ACQUA SAN BENEDETTO

- BULGARI

- COLGATE

- JOHNSON & JONHSON

- COLLISTAR

http://www.forumpalestina.org/boicottaggio.asp

Leave a Reply

 

 

 

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>