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“Eppure mi sembra di averlo già visto …”

La pantomima degli attentati e le prove di regime

Hitler, dopo l’incendio al Reichstag di cui egli stesso era colpevole, incolpò i comunisti;  Mussolini, dopo il fallito attentato del giovanissimo Zamboni incolpo gli anarchici;  il comune denominatore?  La successiva approvazione delle “Leggi per la difesa dello Stato” che tolsero la libertà di stampa in Germania e reintrodussero la pena di morte in Italia.

incendio reichstag
A baffo Adolf e a zio Benito mancava, per farlo, solo “l’ottima scusa” come viene da pensare a coloro che un libro di storia ogni tanto hanno provato ad aprirlo. Ecco perché qualcuno, più malevolo, di quelli che si fidano meno(questi “comunistacci schifosi”), non ha visto in Massimo Tartaglia un eroe da cronache regicide d’altro secolo e pistola di Bresci alla mano, bensì la pedina di una piano ben congegnato.

Parliamoci chiaramente, per il signor Berlusconi è stato un 2009 difficilissimo: il divorzio, il caso Mills, l’Abbruzzo, gli scandali, ecc ecc. , e si sa, quando si tocca il fondo bisogna darsi il colpo di coda. Un po’ di sangue sul volto, un naso rotto e tanta paura sicuramente aiutano, come si vede dai milioni di messaggi struggenti giunti a Berlusconi. E, ad insospettire noi malfidati, tra le tante cose, c’è un piccolo particolare: perché il presidente è uscito una seconda volta dalla macchina attuando un comportamento così rischioso ? Più che Tartaglia, forse, si cercava l’obiettivo delle telecamere ?Alcuni ex agenti governativi sentiti in questi giorni dai giornali , infatti, si sono detti perplessi per le dinamiche dell’azione, poiché, quella messa in atto, non sembra proprio essere la procedura “normale” da eseguire dopo un attentato.

“ E quindi secondo voi è tutto un piano architettato dai burattinai del Pdl per fingere un attentato a Berlusconi e promulgare leggi restrittive ?”
Non vorremmo arrivare a tanto ma è di oggi la notizia che il ministro Maroni presenterà giovedì, durante la riunione del consiglio dei ministri, delle “misure più adeguate per garantire ai cittadini e a chi ha compiti istituzionali di poter svolgere tranquillamente la propria azione”. ???

In concreto il ministro dell’interno accenna all’idea di volere inasprire le misure anti-contestazione alle manifestazioni ( che verrebbero estese anche ai periodi che non riguardano la campagna elettorale), oltre a una serie di norme riguardanti le restrizioni ad internet . Già il termine “anti”- vicino alla parola “contestazione” puzza, di regime presidenziale, senza contare come l’insofferenza di questo governo alle critiche sembra essere giunta a un limite invalicabile.

Ad accrescere il gioco del ”trova le somiglianze col regime ”, inoltre, ci sarebbe la copertina de “Il Giornale”di ieri, con la vignetta (opera del caro vecchio Forattini), che mostra un infuriato Di Pietro, simbolo di una Korte Kostituzionale sempre più rossa, intento a lanciare un duomo/ souvenir verso un premier terrorizzato. Adolf Hitler, ottant’anni fa, definì il parlamento “ la baracca dei chiacchieroni ”. Oggi è cambiato ben poco: anziché il legislativo, si ridicolizza, per colpirlo, il giudiziario.
Ma “il Giornale” non si ferma qui e oggi, nelle sue pagine, rilancia la sua campagna di demonizzazione dei giudici con l’articolo “Tartaglia agli inquirenti: “Ho votato per DiPietro” il gip convalida l’arresto”. Riguardo al voto di Tartaglia , giornalistacamente parlando, verrebbe da dire “ecchisene” , ma si capisce, questa è solo e soltanto una questione politica.
Come ai vecchi tempi, si usa un espediente pirotecnico per alimentare il clima di tensione e tenere tutti il paese in scacco. Banalmente diabolico. Verrebbe da urlare “non succederà, la storia insegna”: peccato però che molti libri di storia sembra siano usati solo come zeppe per tenere su i tavoli.

La Redazione

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