C’è chi i rifiuti li raccoglie in modo differenziato. Crea lavoro, fa risparmiare i cittadini, spinge per produzioni con meno imballaggi, riduce i quantitativi di rifiuti da avviare in discarica, e così crea altro lavoro nelle aziende che riciclano i materiali.
C’è chi invece si “rifiuta” di fare una differenziata seria, perché se non si alimentano gli inceneritori finisce il giochino di quegli incentivi pubblici che si chiamano Cip 6 e rendono un sacco di soldi.
È il caso dell’amministrazione di Pisa, e della Geofor, la sua azienda misto pubblica-privata che si occupa della gestione dei rifiuti. La Geofor ha finora collezionato una bella sfilza di denunce a cui ha contribuito Rifondazione con Stefano Teotino, tanto da bloccare l’ampliamento dell’inceneritore di Ospedaletto. Che oltre a produrre nuvole violette e radioattive, ha anche causato danni economici alla collettività. Al momento c’è un procedimento in corso a carico di una parte del gruppo dirigente di Geofor per aver truccato i documenti di trasporto a nostro danno, di modo che alla fine abbiamo pagato due volte i rifiuti e abbiamo anche dovuto pagare l’ecotassa per non aver raggiunto il 35 per cento di raccolta differenziata.
Totale: circa 2,8 milioni di euro che i cittadini potevano spendere in modo migliore e più sano. Succede infatti che la massa che entra nell’inceneritore è uguale a quella che esce nei fumi (lo dice la prima legge della chimica, quella della conservazione della massa), ma molto più sottile, non è misurabile dalle normali strumentazioni, i filtri non la trattengono e le nano particelle di metalli pesanti e altre micidialità del tipo vanno a fissarsi negli organi umani, portando alle popolazioni più o meno vicine agli impianti tumori e lutti che si fà finta di non vedere, nonostante la ricca letteratura scientifica disponibile che il Comitato NonBruciamociPisa ha contribuito a far circolare.
I Cip 6, tanto per capirsi li paghiamo tutti noi, almeno 60 euro l’anno, e dovrebbero servire a promuovere le fonti energetiche rinnovabili come il sole e il vento. Peccato che in Italia, e solo in Italia, vadano ad aiutare l’energia elettrica prodotta dagli inceneritori per otto anni dopo la loro costruzione o ammodernamento. Ecco spiegato perché vogliono costruirne sempre di nuovi, linea sposata anche dalla Regione e dal Pd toscano, che vuole aggiungere un numero ancora imprecisato di inceneritori agli attuali 13. Quasi dappertutto il Pd vuole costruirne: tranne che nel Comune di Capannori, dove si recupera fino all’82 per cento dei rifiuti. Il sindaco è Giorgio del Ghingaro, del Pd e l’Assessore all’Ambiente si chiama Alessio Ciacci ed è di Rifondazione. Il Prc amministra e si ripresenta alle elezioni in una coalizione, a sostegno del sindaco, che raccoglie tutta la sinistra. Sarà per questo che ignoti nella notte tra venerdì 8 e sabato 9 maggio hanno bruciato la sede del Comitato elettorale per Giorgio Del Ghingaro sindaco, che poi è la sede centrale di Sinistra per Capannori?
Forse sì, perché la “sottile” differenza tra chi vuole ridurre i rifiuti e chi vuole tenerseli, si chiama ecomafia, ma di ecologico non ha proprio nulla. Nel fatturato della criminalità i rifiuti sono la seconda voce più redditizia, dopo la droga: circa 18 miliardi e 400 milioni di euro l’anno, secondo il rapporto appena pubblicato da Legambiente, 2,4 miliardi in più rispetto all’anno precedente. Ora, secondo voi, come si sente la criminalità quando si parla di ridurre i rifiuti?
Paola Baiocchi
