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RITORNO AL FUTURO

Avevano paura di rimanere indietro. E così, in attesa di costruire il nuovo porto, a Marina intanto I danni hanno cominciato a farli sulla viabilità. Dall’attuale via Maiorca il traffico sarà dirottata su una nuova strada che si ricongiungerà con via Barbolani.
Secondo il segretario del circolo di Rifondazione del litorale pisano, Alessandro Niccolai: “considerando l’affluenza estiva di macchine che contraddistingue il tratto di Marina in questione, l’idea di passare da una strada di quasi 20 metri di larghezza a una di appena 7 non mi sembra una soluzione brillante”.

tram in borgo stretto

E il bello è che una volta ultimato il porto si dovrà rifare tutto da capo. Una soluzione a tempo, che però ci costerà circa un milione di euro. Che comunque sono briciole rispetto ai 70 milioni che dovremo sborsare per la “tangenziale nord-est”. L’idea era rimasta nel cassetto per 20 anni, troppo cara, e di dubbia utilità. Come scrive nel suo blog Carlo Carminati dell’associazione Pisa in Bici: «A che serve, infatti, far sfrecciare auto (e camion) nella campagna tra Pisa e San Giuliano Terme, se in realtà il vero problema è il traffico che preme su Pisa? ». Va detto, a onor di cronaca, che il progetto porterebbe un alleggerimento degli assi trasversali (via Rindi, Contessa Matilde), ma questo sarebbe molto contenuto e non risolverebbe il problema dei parcheggi.

Parcheggi che invece non dovrebbero mancare a Vecchiano se andasse in porto il progetto IKEA, dove si parla di oltre 5000 posti auto. Auto che in quei parcheggi non ci arriveranno volando, ma intasando tutta la viabilità della zona.
Potremmo continuare caso per caso, ma il problema è un’altro. E’ la viabilità privata in quanto tale che non è più sostenibile, soprattutto se il futuro di Pisa è quello che leggiamo sui cartelli pubblicitari del comune: “ Una città per duecentomila abitanti”. I tassi di crescita demografica degli ultimi 15 anni nei sei comuni intorno a Pisa parlano chiaro: Cascina ( + 5000 ab.) San Giuliano (+3000), Vecchiano (+1000), Pontedera (+3000 ab. ). Vivono fuori, ma lavorano in città, e ci vengono in automobile: un uomo una macchina.

Noi dal canto nostro siamo per una politica integrata del trasporto pubblico: comuni collegati da una rete efficiente di mezzi pubblici e ,per il centro città, potere alle bici.

Non siamo sicuramente i primi ad avere avuto questa idea: Guido Viale, nel suo libro “Vita e morte dell’automobile”, rivede il sistema urbano secondo un metodo multicentrico, dove i nuclei più densamente abitati sono collegati da servizi di trasporto di diverso genere, ecologici e finalmente funzionali. Tra l’altro sarebbe l’unica vera via d’uscita anche per l’industria dell’auto, che oggi vive una drammatica crisi di sovrapproduzione e che potrebbe tornare a prosperare proprio grazie a una “conversione verde”.

Non sono voli pindarici alla Blade Runner: città del Nord Europa, come la svedese Gotheburg, offrono un servizio di tram che non ha nulla da invidiare alle migliori metro del mondo, efficiente, pulita e silenziosa. Sbaglia chi pensa che a Pisa un progetto del genere sarebbe irrealizzabile, visto che già agli inizi del secolo la nostra cara città godeva di un servizio simile. Infatti c’è già chi, attraverso la recente costituzione di un comitato, vorrebbe riportare in vita “il Trammino”, ovvero quel servizio di tram che agli inizi del secolo portava, attraverso la macchia, i Pisani sul litorale durante la stagione estiva (www.trammino.info).

E.Prediletto

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