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UN BUCO NELL'ACQUA

In provincia di Pisa l’acqua costa 5 volte di più che appena 8 anni fa

Se i discorsi li porta via il vento, e le bici i livornesi, i numeri fortunatamente rimangono lì, e parlano chiaro: in provincia di Pisa l’acqua costa 5 volte di più che appena 8 anni fa. O meglio, costa di più ai privati cittadini, ma non alle aziende. Come la Solvay, che l’acqua che preleva dal Cecina per l’estrazione e la lavorazione del salgemma la paga appena mezzo centesimo al metro cubo, un ventesimo di quanto la paghiamo tutti noi. E ne consuma tanta, tantissima: più di quanta se ne consumi per usi civili in tutta la provincia di Livorno. E’ la privatizzazione, bellezza!!! La rossa Toscana ha scelto questa via nel lontano 1995, la prima regione in Italia ad optare per la privatizzazione del servizio idrico. No, per l’amor di dio, non si parli di privatizzazione, ma di gestione o meglio partenariato (ci piacciono i paroloni) pubblico-privato. E mica si è scelto a caso questo modello, lo abbiamo copiato dai cugini francesi, quelli delle multinazionali dell’acqua. E funziona così: una società che chiameremo Acque spa, detenuta al 51% dal consorzio dei comuni interessati, e il resto in mano ai privati. I privati nel caso pisano sono la francese Suez e la romana Acea.

Periodo Gestore Tariffa agevolata al mc Tariffa base al mc Tariffa I eccedenza al mc Tariffa II eccedenza al mc

Quota fissa annua

2001 GEA 0,156 0,375 0,650 1,251 2,785
2002 Acque Spa 0,514 0,688 0,932 1,119 15,493
2005 Acque Spa 0,633 0,845 1,148 1,378 19,079
2006 Acque Spa 0,676 0,902 1,225 1,470 20,358
2009 Acque Spa 0,867 1,157 1,573 1,888 26,395

Da notare che la Legge non imponeva l’ingresso del privato nella gestione. E allora perché lo si è fatto? Tralasciando il gioco fin troppo facile di chi sta dietro a chi (Acea=Veltroni all’epoca), la giustificazione ufficiale partiva da un dato reale. La gestione era inefficiente, troppi sprechi, reti colabrodo e amministrazioni locali senza risorse per i necessari investimenti strutturali. E allora? Con l’ingresso dei privati arrivano i quattrini e quindi gli investimenti. Beata innocenza, di investimenti se ne sono visti davvero pochi, e gli sprechi sono rimasti, solo che d’ora in avanti a pagarli sarete voi. Infatti, d’ora in avanti se hai un tubo che per scarsa manutenzione da parte del gestore perde acqua e ti arriva una bolletta stratosferica, o paghi la bolletta o fai un’assicurazione contro le perdite occulte. Che poi tanto occulte non sono, tanto è vero che il difensore civico ha dichiarato che il gestore ha la responsabilità di segnalare all’utente eventuali consumi anomali, nonché di intervenire per contenere le perdite.

Doveva essere la soluzione all’inefficienza della gestione pubblica, alla corruzione, alla troppa influenza della politica sull’economia e invece è un buco nell’acqua. I francesi se ne sono accorti, e in vari comuni hanno letteralmente cacciato a calci nel sedere quelle stesse società che in Toscana si fanno tonde con le nostre bollette. Come a Parigi, dove nel 2010 l’acqua tornerà pubblica, con un risparmio previsto attorno ai 30 milioni di euro l’anno. Ma a Parigi c’è un sindaco di sinistra, Bertrand Delanoe, quello che ha rifiutato di incontrare il Gianni Alemanno delle foto dove esibisce un perfetto saluto romano con un sorriso a 42 denti. Anni luce di distanza dai nostri politicanti del PD convertiti al credo neoliberista.

Martina Battaglia


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